Margherita Dolcevita

Margherita Dolcevita

Margherita Dolcevita

Stefano Benni

Margherita Dolcevita

Feltrinelli 2005

Margherita Dolcevita è “una bambina in scadenza”, nel senso che ha quindici anni; è bionda e riccia, ha gli occhi blu, è un po’ sovrappeso: Continue reading

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Rachel anima errante: il matrimonio degli opposti

rachel anima errante

Rachel anima errante

Alice Hoffman

Il matrimonio degli opposti

Neri Pozza 2016

Rachel anima errante e sognatrice: Rachel Pomié, la madre del grande pittore Camille Pissarro fu, fin da piccola, una ribelle forte e caparbia, decisa a realizzare i propri sogni di libertà ed indipendenza. Continue reading

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Jane Avril

Jane Avril
Mes mémoires

suivi de
Erastène Ramiro
Cours de danse fin-de-siécle

Phébus, Paris 2005

Jane Avril fu una delle tante danseuse del Moulin Rouge. Non era come le altre, era speciale, per la sua raffinatezza, per l’amore verso l’arte e la cultura.
Divenne famosa soprattutto per i molti ritratti che le dedicò Toulouse-Lautrec. Verso il pittore di Montmartre conservò sempre riconoscenza e affettuosa amicizia. Continue reading

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Montmartre mon amour

Montmartre mon amour

Montmartre mon amour

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Montmartre mon amour: quella di Toulouse-Lautrec è stata una storia d’amore verso un luogo, Montmartre, un mondo eterogeneo, di cui egli diventa non solo l’interprete ma il simbolo stesso,  con la sua opera e con la sua vicenda biografica.

La carriera artistica di Lautrec si svolge in poco più di un ventennio: le prime opere sono cronache mondane, trasferimenti in carrozza, partite di caccia, tutti quei riti aristocratici démodés e ormai in estinzione propri della sua classe sociale.

Trasferitosi a Parigi, subisce l’influsso dei grandi maestri, soprattutto di Degas; ma già si avverte un’evoluzione verso il superamento del naturalismo impressionista per anticipare quelli che saranno i modi dell’espressionismo.

Le opere della maturità lo consacrano come l’artista che più d’ogni altro ha saputo interpretare la vie moderne.

Il suo personalissimo segno, rapido, duttile, intensamente significativo, trova il mezzo espressivo più consono nella tecnica litografica e nel genere del cartellone pubblicitario, di cui fu l’insuperabile interprete: padronanza assoluta della linea curva, arabeschi, definizione spaziale ardita, stesura à plat  dei colori, sproporzione usata con funzione emotiva, sono tratti caratteristici del suo stile.

Siamo in piena Belle Époque, trionfano il modernismo e l’Art Nouveau; Lautrec, per il quale la percezione non è più attività esclusivamente visiva, ma psicologica, è in sintonia con la sua epoca.

Fu il primo a capire l’importanza della pubblicità e seppe innalzare questo genere al livello dell’arte.

Molti sono i luoghi simbolo di Montmartre ed ancor più i personaggi che l’hanno animata; locali ora trasformati, oppure chiusi per sempre; personaggi famosi ormai inghiottiti dal tempo.

I tratti rapidi e concisi di Lautrec compongono un reportage vibrante su locali come il Moulin-Rouge, il Moulin de la Galette, lo Chat noir, il Divan Japonais; sa far  rivivere l’atmosfera del teatro, del circo, delle maisons closes, sempre con eleganza ed umanità, senza scadere mai nel volgare, qualsiasi fosse il soggetto trattato.

Dotato di un forte spirito di osservazione e di una prodigiosa memoria visiva, evoca  in ritratti sintetici di forte impatto emotivo i personaggi di Montmartre: la Goulue e Valentin-le-désossé, Aristide Bruant, Jane Avril, Yvette Guilbert, Marcelle Lender, e molti altri; grazie alle sue opere, diventano icone indimenticabili.

 

Bibliografia

  • Maria Teresa Benedetti, Henri de Toulouse-Lautrec, l’opera grafica, saggio in catalogo Toulouse-Lautrec, Luci e ombre di Montmartre
  • Toulouse-Lautrec, La collezione del Museo di Belle Arti di Budapest, catalogo della mostra a Roma, Museo dell’Ara Pacis, 4 dic 2015 – 8 mag 2016, Edizioni Skira
  • Jane Avril, Mes mémoires, Phébus, Paris, 2005
  • Renaud Temperini, Estetiche della modernità, in La pittura in Europa,. La pittura francese, Electa, 1999
  • Gérard George Lemaire, L’uomo che adorava le donne, Art e Dossier, marzo 1992
  • Giorgio Cortenuova, Toulouse-Lautrec, Dossier Art n.70, luglio-agosto 1992, Giunti
  • C.Argan, L’arte moderna, Sansoni, 1988
  • L’opera complete di Toulouse-Lautrec, presentazione di Giorgio Caproni, apparati critici e filologici di G.M.Sugana, Rizzoli, 1977
  • Renato Barilli, La “Commedia umana” da Ensor a Lautrec, in L’Arte Moderna, Fabbri 1977
  • Roger-Marx – Umbro Apollonio, Toulouse-Lautrec, l’œuvre graphique, NCR ed.1952
  • Pierre La Mure, Moulin Rouge, Presse de la cité 116, rue du Bac, 116 Paris, 1952
  • Moulin Rouge (film), regia di John Huston, 1952
  • Claude Roger-Marx, Les Lithographies de Toulouse-Lautrec, Fernand Hazan 1951
  • Émile Schaub Koch, Psycanalyse d’un peintre moderne, L’EDITION LITTERAIRE INTERNATIONALE, 1935
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Ferocia

Ferocia ferocia

Ferocia: la cifra del nostro tempo

Nicola Lagioia
La ferocia
Einaudi 2014

 

Ferocia. Essere feroci. La disgregazione familiare e sociale della nostra epoca, di questo nostro mondo impazzito: in ciò consiste la ferocia. Sembra che non sia possibile ricucire gli strappi tra cittadini, tra amici, tra parenti, strappi dovuti all’avidità di soldi e potere, un binomio corrosivo di ogni rapporto, anche il più sacro. Continue reading

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Atticus nel buio oltre la siepe

atticusLee Harper
Il buio oltre la siepe
2013 Feltrinelli

 

L’altro giorno è scomparsa Harper Lee; avevo appena finito di rileggere il suo romanzo, Il buio oltre la siepe: pensavo di trovarlo “vecchio”, non più attuale. Invece mi ha colpito per la freschezza della narrazione. Forse perché a raccontare è una bambina che vede tutto con occhi non contaminati dalla cattiveria degli adulti. Continue reading

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Moulin Rouge

Moulin Rouge

Moulin Rouge il cuore di Montmartre e di Toulouse-Lautrec

 

Pierre La Mure,
Moulin Rouge
Presses de la cité
116, rue du bac, 116
Paris
1952

traduction d’Alice LE BAYON

 

 
Moulin Rouge. Se Montmartre è Toulouse-Lautrec e Toulouse-Lautrec è Montmartre,
il titolo del romanzo riassume Montmartre e Lautrec, perchè Moulin Rouge vuol dire indimenticabili manifesti, Belle Èpoque, follie parigine, artisti, ballerine, cantanti, vita e vita e vita, e soprattutto lui, Henri de Toulouse-Lautrec, Continue reading

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Lautrec e Montmartre

Lautrec  e Montmartre : Lautrec è Montmartre, Montmartre è Lautrec.

Lautrec e Montmartre

Lautrec e Montmarte

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Nella seconda metà dell’Ottocento Montmartre era un quartiere periferico dalle molteplici identità e si stava sviluppando ai margini del nucleo urbano parigino come zona dedicata al divertimento, con caffè-concerto, cabaret, maison closes, e abitata da personaggi singolari, artisti, ballerine, cantanti, attori.

Di questo mondo eterogeneo Toulouse-Lautrec diventa non solo l’interprete, ma il simbolo stesso; ne diventa il marchio, con la sua opera e con la sua stessa vicenda biografica.

L’epoca dei manifesti inizia nel 1864 quando fu pubblicato a Parigi il primo manifesto illustrato in bianco e nero da Daumier. Da allora la litografia aveva fatto rapidi progressi ed era nata la cromolitografia, tecnica perfezionata e portata a livello di arte da Jules Chéret.

La prima esperienza di Lautrec in tal senso è del 1891: Zidler, direttore del Moulin Rouge, affida al giovane pittore l’incarico di eseguire per il suo locale un manifesto che sostituisse quello ormai superato di Chéret.

Già in questa prima opera si possono rintracciare quelle caratteristiche che saranno poi proprie dell’artista: padronanza assoluta della linea curva, arabeschi, definizione spaziale ardita, stesura à plat  dei colori, sproporzione usata con funzione emotiva; egli  sa tradurre il bagaglio culturale del simbolismo in termini di comunicazione.

In effetti la stilizzazione, presente in tutta la sua opera grafica, ha qualcosa di affine con le ricerche dei simbolisti, ma Lautrec se ne discosta nel momento stesso in cui rifiuta ogni evasione di tipo spiritualista: il suo approccio sarà sempre laico, concreto e disincantato. Egli costringe il naturalismo descrittivo ad una sintesi emotiva di forte espressività, procedendo attraverso strappi e disarmonie.

Un’influenza indubbia ebbe su di lui il japonisme, come su altri, come su Degas, da Lautrec molto ammirato.

Lautrec sviluppò una vera passione per la litografia, frequentava abitualmente le stamperie seguendo ogni fase della realizzazione delle sue opere, sperimentava tecniche e colori, mescolava gli inchiostri, tirava in diversi colori la stessa composizione.

Con questo nuovo mezzo espressivo, che ha contribuito ad innovare nella tecnica e nella forma artistica, Lautrec ha realizzato manifesti, stampe per il collezionismo, copertine di libri, menu, locandine per il teatro, cartelloni pubblicitari, affermandosi come artista della comunicazione in senso moderno. In questo egli era  in sintonia con la sua epoca, con lo spirito che animava l’Art Nouveau e il modernismo, anche se poi, oltre questa premessa, la strada del pittore di Montmartre, abbandona la via gioiosamente fiorita tracciata dal linguaggio festoso del modernismo; lo sguardo di Lautrec diventa “coscienza allarmata, occhio ferito e addolorato dall’analisi psicologica che si fa indagine partecipe e non ristoratrice panacea per la psiche” (G.Cortenova)

Rispetto alla pittura, il mezzo espressivo della litografia subisce un processo di semplificazione e trasfigurazione: innanzi tutto è diversa la scelta dei colori,  che sono molto più vivaci, stesi in modo uniforme e racchiusi da linee ben definite, come nelle partiture delle vetrate (è evidente il legame con il cloisonnisme). Confrontando un quadro con la litografia che ha il medesimo soggetto vediamo che la decorazione sostituisce il realismo del quadro, con esiti che prefigurano l’astrazione.

L’interesse di Lautrec per il teatro fu sempre intenso; del resto nell’ esagerazione espressiva, nel gesto accentuato, nel rituale declamatorio caratteristici degli attori trovava un corrispettivo del suo gusto per la deformazione.

Tuttavia l’uso della distorsione caricaturale, tipica dei suoi ritratti, è, in un certo senso, funzionale a far emergere la psicologia dei personaggi e soprattutto quel fondo di  sconfinata malinconia, che solo l’apparente festosità di situazioni, colori, piaceri trattiene dal diventare disperazione.

La caricatura diventa così sguardo crudele, ma al tempo stesso partecipe e solidale, e coinvolge l’osservatore a livello emotivo, provocando una specie di folgorazione visiva.

«Uomo del suo tempo, punta ad ottenere effetti immediati e brillanti, aderendo all’idea della libera diffusione delle immagini. Un segno scorrevole e ritmico, un’impostazione più simbolica che descrittiva, un linearismo ininterrotto connotano le sue opere. Alla base è la padronanza del disegno come elemento espressivo a sé, generatore dell’opera grafica. Viene poi la complessità di una realizzazione, che deve tenere conto della reazione del pubblico, della individuazione della via più immediata di trasmissione di un messaggio, capace di dare sostanza estetica anche a contenuti di per sé labili.» (M.T. Benedetti)
Bibliografia

  • Maria Teresa Benedetti, Henri de Toulouse-Lautrec, l’opera grafica, saggio in catalogo ( Toulouse-Lautrec,
    Luci e ombre di Montmartre)
  • GérardGeorge Lemaire, L’uomo che adorava le donne, Art e Dossier, marzo 1992
  • Giorgio Cortenuova, Toulouse-Lautrec, Dossier Art n.70, luglio-agosto 1992, Giunti
  • Toulouse-Lautrec, La collezione del Museo di Belle Arti di Budapest, catalogo della mostra a Roma, Museo dell’Ara Pacis, 4 dic 2015 – 8 mag 2016, Edizioni Skira
  • Renaud Temperini, Estetiche della modernità, in La pittura in Europa,. La pittura francese,
    Electa, 1999
  • Renato Barilli, La “Commedia umana” da Ensor a Lautrec, in L’Arte Moderna, Fabbri 1977
  • Claude Roger-Marx, Les Lithographies de Toulouse-Lautrec, Fernand Hazan 1951
  • Roger-Marx – Umbro Apollonio, Toulouse-Lautrec, l’oeuvre graphique, NCR ed.1952
  • Émile Schaub Koch, Psycanalyse d’un peintre moderne, L’EDITION LITTERAIRE INTERNATIONALE, 1935

 

 

 

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Paura

paura

paura dei mostri, paura della paura

Stefano Benni
Cari mostri
Feltrinelli 2015

 

 

Paura. Narrazioni raffinate o sboccate, tragiche o ironiche, gentili o sfrontate, così diverse tra loro: che cosa ci stanno a fare racchiuse in un unico libro? Ci raccontano la paura. Continue reading

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Jane Eyre

Jane Eyre

Jane Eire, eroina romantica

Jane Eyre
Brontë Charlotte
Traduzione di Lamberti L.
Einaudi, 2008

Jane Eyre è la classica eroina romantica; non le manca nulla: bambina infelice e poco amata, anzi mal sopportata da parenti alteri; adolescente povera avvezza a vivere della carità altrui; ragazza intelligente e decisa a realizzare se stessa con le proprie forze con la propria volontà e grazie alla propria intelligenza vivida; giovane donna che ha saputo trasformare la rabbia per le umiliazioni subite dal suo vivace orgoglio in equilibrata consapevolezza di sé; donna appassionata, ma decisa a mantenere la propria rettitudine a prezzo di eroici sacrifici… Continue reading

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