Pekkala, lo zar e Stalin

 

pekkala

Pekkala, l’occhio dello zar

Sam Eastland
L’occhio dello zar
Traduzione di Giancarlo Carlotti
Il Saggiatore 2010

Pekkala, chi è veramente?
“Non sei il mostro che i tuoi nemici credevano. Se lo fossi, non saresti stato un avversario tanto formidabile per quelli come me. E’ facile sconfiggere i mostri. Con loro è solo questione di sangue e di tempo, perché la loro unica arma è la paura. Invece tu, Pekkala, ti sei guadagnato l’amore della gente e il rispetto dei nemici”
questo gli dice  Stalin.

Quali circostanze hanno portato Pekkala ad ascoltare questo giudizio su di sé da parte di chi aveva distrutto tutto il suo mondo? Tanto che ormai attendeva solo il momento di scomparire come tutto ciò che aveva amato e in cui aveva creduto; tanto che non sapeva neppure più sillabare la parola speranza:

Ogni volta che guardava calare il sole nella valle di Krasnagolyana, sapeva di aver superato la sua aspettativa di vita. L’aveva misurata, la sopravvivenza, a scaglioni di giorni, non osando sperare di più. L’ìdea di poter allungare quegli scaglioni dai giorni alle settimane, ai mesi e addirittura agli anni, lo sconcertava. Gli ci volle qualche secondo per capire che quella che provava in quel momento era speranza, un’emozione a cui credeva di aver rinunciato per sempre.

L’alternanza dei capitoli, il ricordo del passato in corsivo a cui segue la narrazione del presente – precisamente nel 1929, mette a confronto il Pekkala dei tempi di Stalin cominciando dalla sua condanna in Siberia, con il Pekkala del passato; e nel ricordo riaffiorano l’infanzia, quando Pekkala giocava con il fratello, e poi l’adolescenza, e via via il lavoro con suo padre, la rivalità con il fratello e le vicende che lo condussero a diventare quel famoso Pekkala, l’occhio di smeraldo, l’occhio dello zar.
Romanzo affascinante, che fa rivivere con incredibile realismo situazioni storiche che già di per sè sono ammantate di mistero, come la sorte dei Romanov dopo la rivoluzione, e che sa coniugare fantasie al limite del credibile con ambientazioni storiche documentate.
Segue una nota storica, con bibliografia essenziale, su quanto realmente successo ai Romanov.
Sam Eastland, il creatore di Pekkala,  è lo pseudonimo di Paul Watkins), uno scrittore inglese che ben conosce la storia dell’URSS.
Sempre incentrato sull’ispettore Pekkala è il suo secondo romanzo (continuazione del primo), La bara rossa.
Molte vicende di questo secondo romanzo riguardanti la vita privata di Pekkala, si comprendono meglio leggendo prima L’occhio dello zar (cioè il contrario di quel che ho fatto io); d’altra parte, si rimane però un po’ delusi, perché questo secondo libro non è, secondo me, all’altezza del primo.

 

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