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polo nord polo Sud Matisse e Picasso

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Matisse e Picasso

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La joie de vivre tra Matisse e Picasso: due mondi, due stagioni

Questa è la storia di una feconda relazione tra artisti geniali: Matisse e Picasso, i protagonisti assoluti dell’arte del XX secolo.
I loro rapporti furono contrassegnati da amicizia e competizione e per tutta la vita (quella di Matisse, perché Picasso visse quasi vent’anni più di lui) si sono guardati, potremmo dire spiati.
Ma la reciproca stima non è mai venuta meno, neppure nei momenti di più marcato dissenso.
È anche la storia di due quadri, che rappresentano una medesima aspirazione alla pace e alla serenità, ma in due diverse stagioni della vita di questi artisti. La joie de vivre di Matisse 1906 ; La joie de vivre di Picasso 1946.
Quanto reale era la rivalità tra i due? Sembra che gli Stein, eccentrici Americani trapiantati a Parigi, innamorati dell’arte contemporanea, abbiano alimentato il mito di un polo Nord polo Sud, di un Matisse contrapposto ad un Picasso. E proprio attraverso gli Stein i due pittori si conobbero.

Quando. nel 1906, Matisse espose La joie de vivre, l’opera non fu ben accolta dalla critica ; acquistata da Leo Stein, sparirà dalla circolazione per alcuni anni. Ma c’era qualcuno che, frequentando casa Stein, aveva modo di ammirare e studiare l’opera di Matisse; quel qualcuno era il giovane Picasso, che ne rimarrà molto colpito, anzi l’accoglierà come una sfida e risponderà con Les Demoiselles d’Avignon.
Dal confronto di queste due opere che, per altro, sono da considerarsi fondamentali per la nascita della pittura moderna, si capisce quanta distanza separi la visione del mondo e dell’arte dei due artisti: sono veramente due universi contrapposti.
Per Matisse l’arte è effusione lirica, mentre per Picasso l’arte è problema: il primo considera l’armonia universale come principio fondamentale della natura, di cui l’arte è contemplazione; per il secondo il mondo si fonda sul principio di contraddizione, che è il motore della storia e dunque l’arte non può essere altro che intervento nella realtà.
Le due opere sono il risultato di questi diversi approcci: ne La joie de vivre la realtà viene trasfigurata attraverso la sintetica intuizione del tutto e diventa rappresentazione ideale ed idilliaca del mondo; ne Les demoiselles d’Avignon la realtà viene analizzata razionalmente nella sua struttura e diventa la rappresentazione tragica e cruda di un aspetto triviale della vita come può essere l’ambiente della prostituzione (infatti l’opera raffigura le”signorine” di un bordello).
Mentre Picasso era nel pieno della sua produzione cubista, Matisse dipinse La Danza.
La Danza è «… la risposta serena, ma decisamente negativa, di Matisse al Cubismo trionfante […] Al Cubismo che analizza razionalmente l’oggetto, Matisse contrappone l’intuizione sintetica del tutto. Questo è appunto il quadro della sintesi, della massima complessità espressa con la massima semplicità. È la sintesi delle arti: musica e poesia confluiscono nella pittura, e la pittura è concepita come un’architettura di elementi in tensione nello spazio aperto; sintesi di rappresentazione e decorazione; di simbolo e realtà corporea; di volume, linea, colore.» (Argan)
Le opere cubiste, al contrario,  non hanno colore, perché il colore emoziona, e l’intento del pittore cubista è di far comprendere la realtà attraverso la mente, non attraverso il sentimento. Le linee delle composizioni cubiste sono spezzate, perché non si cerca la decorazione e l’arabesco, ma la ricostruzione geometrica.

I due attraversarono la prima e la seconda guerra mondiale. A pace raggiunta, arrivò anche per Picasso La joie de vivre,  l’opera di un periodo felice: la guerra era finita, Picasso era con la nuova compagna Françoise Gilot, con la quale avrà due amatissimi figli, era ad Antibes, nella luce del Mediterraneo, dove poteva far risorgere quella mitologia greca a lui tanto cara.

Un’altra gara tra i due polo Nord polo Sud:
Matisse lavorò dal 1949 al 1951 alla cappella del Rosario di Vence in Provenza, un’opera che egli considerava il suo capolavoro.
La risposta di Picasso fu un’opera monumentale costituita da 18 pannelli e situata nella cappella del castello di Vallauris. Picasso non era religioso e il suo progetto fu quello di realizzare un Tempio della Pace.

Matisse morì nel 1954. Picasso non si fece vedere al suo funerale. Ma non era certo indifferente: Françoise racconta che girava per le stanze mormorando: “Matisse è morto, Matisse è morto…”

A modo suo gli rese omaggio. Nel 1955 dipinse, rifacendo in stile picassiano un quadro di Delacroix, Les Femmes d’Alger, in cui associava alla costruzione di stampo cubista colori squillanti e sfondo decorativo; il soggetto poi presenta quelle odalische che avevano popolato i quadri di Matisse in una fase della sua attività artistica.

Polo Nord polo Sud, arte-decorazione o arte-impegno, arte-consolazione o arte-denuncia?

 

Bibliografia:

  • Cécile Debray, Matisse/Picasso, une polarité créée par les Stein ?, colloque Revoir Picasso, 2015
  • Louis Aragon, Henri Matisse, roman, Gallimard 1998
  • Isabelle Monod-Fontaine, MATISSE LA FIGURA La forza della linea, l’emozione del colore, Fondazione Ferrara Arte 2014
  • Sebastian Smee, Artisti Rivali, UTET 2016
  • Philippe Dagen, Picasso, Electa 2009
  • Flavio Caroli, La storia dell’arte raccontata da Flavio Caroli, Electa 2011
  • Picasso – Opere dal 1895 al 1971 dalla Collezione Marina Picasso, Saggi introduttivi e schede di Giovanni Caradente con un contributo di Werner Spies, Sansoni 1981
  • Alfonso Panzetta, Picasso, Elemond Arte 1992
  • Emilie Bouvard, La “figura” in Pablo Picasso – Approcci, in Picasso – Figure (1906-1907), Skira 2016
  • Arnauld Pierre, L’eredità contestata, in La pittura francese, Electa 1999
  • Giulio Carlo Argan, L’arte moderna, Sansoni 1988
  • Gertrude Stein, Picasso, C.Bourgois éditeur, 2006
  • Laurent Gervereau, Autopsie d’un chef-d’oeuvre – Guernica, Paris Méditerranée 1996
  • Anne Baldassari, Picasso papiers journaux, Tallandier 2003
  • Hommage a Pablo Picasso, Ministère d’État , Affaires Culturelles, Ville de Paris 1966-67
  • Picasso, Propos sur l’art, Édition de Marie-Laure Bernadac et Androula Michael, Gallimard 1998

 

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