Montmartre mon amour

Montmartre mon amour

Montmartre mon amour

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Montmartre mon amour: quella di Toulouse-Lautrec è stata una storia d’amore verso un luogo, Montmartre, un mondo eterogeneo, di cui egli diventa non solo l’interprete ma il simbolo stesso,  con la sua opera e con la sua vicenda biografica.

La carriera artistica di Lautrec si svolge in poco più di un ventennio: le prime opere sono cronache mondane, trasferimenti in carrozza, partite di caccia, tutti quei riti aristocratici démodés e ormai in estinzione propri della sua classe sociale.

Trasferitosi a Parigi, subisce l’influsso dei grandi maestri, soprattutto di Degas; ma già si avverte un’evoluzione verso il superamento del naturalismo impressionista per anticipare quelli che saranno i modi dell’espressionismo.

Le opere della maturità lo consacrano come l’artista che più d’ogni altro ha saputo interpretare la vie moderne.

Il suo personalissimo segno, rapido, duttile, intensamente significativo, trova il mezzo espressivo più consono nella tecnica litografica e nel genere del cartellone pubblicitario, di cui fu l’insuperabile interprete: padronanza assoluta della linea curva, arabeschi, definizione spaziale ardita, stesura à plat  dei colori, sproporzione usata con funzione emotiva, sono tratti caratteristici del suo stile.

Siamo in piena Belle Époque, trionfano il modernismo e l’Art Nouveau; Lautrec, per il quale la percezione non è più attività esclusivamente visiva, ma psicologica, è in sintonia con la sua epoca.

Fu il primo a capire l’importanza della pubblicità e seppe innalzare questo genere al livello dell’arte.

Molti sono i luoghi simbolo di Montmartre ed ancor più i personaggi che l’hanno animata; locali ora trasformati, oppure chiusi per sempre; personaggi famosi ormai inghiottiti dal tempo.

I tratti rapidi e concisi di Lautrec compongono un reportage vibrante su locali come il Moulin-Rouge, il Moulin de la Galette, lo Chat noir, il Divan Japonais; sa far  rivivere l’atmosfera del teatro, del circo, delle maisons closes, sempre con eleganza ed umanità, senza scadere mai nel volgare, qualsiasi fosse il soggetto trattato.

Dotato di un forte spirito di osservazione e di una prodigiosa memoria visiva, evoca  in ritratti sintetici di forte impatto emotivo i personaggi di Montmartre: la Goulue e Valentin-le-désossé, Aristide Bruant, Jane Avril, Yvette Guilbert, Marcelle Lender, e molti altri; grazie alle sue opere, diventano icone indimenticabili.

 

Bibliografia

  • Maria Teresa Benedetti, Henri de Toulouse-Lautrec, l’opera grafica, saggio in catalogo Toulouse-Lautrec, Luci e ombre di Montmartre
  • Toulouse-Lautrec, La collezione del Museo di Belle Arti di Budapest, catalogo della mostra a Roma, Museo dell’Ara Pacis, 4 dic 2015 – 8 mag 2016, Edizioni Skira
  • Jane Avril, Mes mémoires, Phébus, Paris, 2005
  • Renaud Temperini, Estetiche della modernità, in La pittura in Europa,. La pittura francese, Electa, 1999
  • Gérard George Lemaire, L’uomo che adorava le donne, Art e Dossier, marzo 1992
  • Giorgio Cortenuova, Toulouse-Lautrec, Dossier Art n.70, luglio-agosto 1992, Giunti
  • C.Argan, L’arte moderna, Sansoni, 1988
  • L’opera complete di Toulouse-Lautrec, presentazione di Giorgio Caproni, apparati critici e filologici di G.M.Sugana, Rizzoli, 1977
  • Renato Barilli, La “Commedia umana” da Ensor a Lautrec, in L’Arte Moderna, Fabbri 1977
  • Roger-Marx – Umbro Apollonio, Toulouse-Lautrec, l’œuvre graphique, NCR ed.1952
  • Pierre La Mure, Moulin Rouge, Presse de la cité 116, rue du Bac, 116 Paris, 1952
  • Moulin Rouge (film), regia di John Huston, 1952
  • Claude Roger-Marx, Les Lithographies de Toulouse-Lautrec, Fernand Hazan 1951
  • Émile Schaub Koch, Psycanalyse d’un peintre moderne, L’EDITION LITTERAIRE INTERNATIONALE, 1935
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