Non deve accadere

Anne Holt
Non deve accadere
Traduzione di Giorgio Puleo
Einaudi 2009

Sarà l’atmosfera nordica, quell’essere assediati dal freddo esterno, quel guardare da dentro verso fuori: si aggiunge un brivido in più e si accentua il mistero del chiuso.
In mezzo a questo gelo la figura di Ingvar (che qui è ormai sposato con Johanne Vik; i due sono appena diventati genitori di una bimba – avrei dovuto leggere questo romanzo dopo quello che lo precede; queste serie di gialli, della Holt e di altri, mi piacciono anche perché si racconta la vita degli investigatori, ma presentano l’inconveniente dello sconvolgimento cronologico, se non ci si sta attenti) emana un senso di calore, di pace e di rifugio.
Tenerissimo con la moglie e la neonata, ma anche con la stranissima prima figlia di Johanne, sta seguendo un’indagine che rischia di toccare in modo pesante proprio le creature che ama di più al mondo.
Presenza inquietante e silenziosa è la noia, che spinge gli esseri umani a follie pericolose.
Molto avvolgente (come un piumone contro il freddo?) induce a procedere rapidamente, sempre più rapidamente, man mano che ci si avvicina alla conclusione…
Ma la conclusione non mi è per nulla piaciuta.

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