El ELEFANTE de MARFIL

Nerea Riesco
El ELEFANTE de MARFIL
Grijalbo 2010

Rd2++:  una mossa degli scacchi.
Protagonista e sfondo della storia è il gioco degli scacchi, el ajedrez. Ed è anche la filosofia che permea la narrazione: una lotta, una sfida alla vita e a se stessi, un’abitudine al largo pensare, al prevedere per scegliere la via migliore.
«La variedad de movimientos que se pueden hacer en el ajedrez son tan ilimitados… . Jugando al ajedrez tenemos frente a frente a nuestro Némesis que nos persigue, nos acosa, intenta destruirnos, asesinarnos… y en esa lucha lo que realmente queda comprometido es la personalidad de uno mismo. Todos luchamos contra nuestro enemigo interior».
Ognuno dei 23 capitoli di questo romanzo si apre con una citazione sugli scacchi.
Le vicende di tre generazioni sono strettamente legate ad una partita di scacchi tra cristiani e musulmani iniziata tre secoli prima e in attesa del gran finale che proclamerà il vincitore.
La storia comincia il giorno di Tutti i Santi del 1755, quando il terribile terremoto, passato alla storia come il terremoto di Lisbona, sconvolge Siviglia; Julia López vedova de Haro, erede della più famosa tipografia della città, sopravvissuta al cataclisma, si lega ad un misterioso personaggio, León de Montenegro: inizia così una serie di vicissitudini fatte di misteri, intrighi, passioni e, soprattutto, pesanti eredità che coinvolgono tre generazioni, dove brillano di una forte luce soprattutto le donne, prima, naturalmente, Julia, poi la nuora Rosita, infine la nipote Guiomar. E tra loro l’amatissima Mamita Lula a cui Julia è legata da profondo affetto filiale.
Soprattutto affascinante è il quadro storico della società sivigliana della fine del Settecento, delineato dall’autrice con scrupoloso senso scientifico: una nota, alla fine del romanzo, rende conto di quanto è da considerarsi verità storica e quanto invece la libertà creativa della scrittrice ha trasfigurato, ed è molto interessante ed istruttiva.
Chi ama, come me, le trame autenticamente romanzesche, quelle che ti trascinano senza perdersi in elucubrazioni filosofiche o indugi psicoanalitici, quelle dove succede tanto (ma non banalmente), non rimarrà deluso: «Una historia que aúna amor, aventura e intriga en el marco evocador de la Sevilla de fines del siglo XVIII y que sugiere al lector que las grandes decisiones se toman con el corazón.» (dal retro di copertina)
Con questo non voglio dire che dietro la storia manchi un pensiero dominante, c’è ed è modulato su una scacchiera.

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