Tre millimetri al giorno

 

Richard Matheson
Tre millimetri al giorno
Urania Mondadori 1979

In seguito ad una misteriosa radiazione Scott scopre un destino tremendo: si rimpicciolisce ogni giorno di tre millimetri. Cure su cure, disperazione, perdita di tutto ciò che lo rendeva “uomo”; inutile lotta contro la sensazione (che diventa ineluttabile realtà) di essere considerato un fenomeno da baraccone.
Giorno dopo giorno le difficoltà diventano sempre più gravi; proporzionalmente cresce il distacco tra Scott e sua moglie, che diventa un gigante irraggiungibile; ma anche la piccola figlia non è più tanto piccola per lui.

La narrazione segue questi cambiamenti e tentativi di adattamento, che pongono al protagonista sfide sempre più ardue, con momenti di frustrazione («La porta era chiusa. Scott la guardò, con un senso di vuoto. Anche questa volta aveva lottato invano.» «La vita è solo un brancolare nel buio. Ho perso la strada quando sono nato.») e momenti di euforia per qualche vittoria («Ho combattuto una buona battaglia» disse.)
E l’interrogativo costante di Scott diventa quello del lettore: -Che cosa succederà il giorno dopo di quello in cui la sua statura sarà di tre millimetri?
La storia appassiona anche per questo.
Se c’è un senso ultimo da scoprire nel libro , direi che può essere rappresentato da queste frasi: «Era questa la coperta di gioia che gli scaldava i piedi. Sapere che la fine era vicina, e non badarci. Ecco il vero coraggio…»

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