Gli onori di casa

Alicia Giménez-Bartlett
Gli onori di casa
Sellerio 2013

 

L’ispettore Petra Delicado si trova ad indagare su un omicidio avvenuto cinque anni prima: la vedova (seconda moglie) dell’imprenditore Siguán chiede al giudice di riaprire il caso, perché ora che se ne vuole andare da Barcellona le sembra di lasciare qualcosa di incompiuto…
Né Petra né il viceispettore Garzón fanno i salti di gioia, ma una volta affidato il caso, l’ispettore Delicado ci si butta anima e corpo, mettendo a repentaglio la sua serenità e la tranquillità familiare.
Tra avvilimento ed amare riflessioni sul ruolo della giustizia e della polizia («Corriamo dietro alla chimera di sradicare il male e riportare la giustizia nel mondo, ma in realtà siamo sempre allo stesso punto.»), accompagnata dai frequenti scoppi d’ira dovuti al suo cattivo carattere, Petra procede comunque con il proposito saldissimo di non mollare fino al raggiungimento della verità, a qualsiasi costo.
E si rende conto che questa ricerca spesso si scontra con la pietà verso quel tipo di persone che pur essendo colpevoli, sono soprattutto vittime, ma l’acquisizione di ciò che veramente è stato non può fare sconti a nessuno. Perché a ciò la porta la sua natura; Petra dice di sé: «… a muovermi è un’intenzione che definirei scientifica… Gli scienziati agiscono spinti dall’ansia di sapere, non da una cocciutaggine insensata… le cose si fanno per il desiderio di arrivare da qualche parte, per la necessità di rendere più chiaro ciò che si cela nell’oscurità.»
Così nessun risparmio di forze, ma un’affannoso correre tra Barcellona e Roma, dove si estendono le indagini, e dove viene alla luce una trama di delinquenze camorristiche che vede impegnate le polizie spagnola e italiana.
Alla vicenda poliziesca si intreccia la storia personale di Petra che nei rapporti con il marito Marcos e i di lui figli riesce a trovare l’antidoto alle miserie quotidiane che il suo lavoro la costringe ad affrontare.
E tuttavia, nonostante le brutture di certe vicende, la penna della scrittrice sa anche far sorridere; dal risvolto di copertina: «Ed è in questa specie di Vacanze romane, omaggio dell’autrice a un paese che ama, che tutta la forza comica tipica dei gialli della Giménez-Bartlett, si dispiega. Le sue storie, senza essere tinte di altro colore che non sia il noir, senza attenuare malinconie e frustrazioni dei personaggi, riescono a scatenare umori leggiadri di commedia.»

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