Una lama di luce

Andrea Camilleri
Una lama di luce
Sellerio 2012

 

Gli stessi ingredienti di sempre, gli stessi personaggi, le stesse malinconiche considerazioni, ma un po’ più malinconiche, una specie di nodo in gola che accompagna il passare dei giorni di Montalbano, e lui invecchia, si guarda indietro e pensa alle sue scelte, soprattutto a quelle che hanno causato dolore a Livia (lo tormenta il ricordo di FranÇois, il ragazzino che non aveva voluto adottare e che Livia sentiva ormai come un figlio).
A Livia sta per causare un nuovo dolore, perché a Montalbano, che non è nuovo a simili sbandate, è capitato di innamorarsi di una bella giovane donna, Marian. Il problema è che, invecchiando, l’innamoramento diventa una linfa capace di dare nuove emozioni e di risvegliare la vita, perciò è più trascinante che mai; così lo vediamo diviso tra la felicità di sentirsi di nuovo vigoroso e l’angoscia di dover sistemare le cose con Livia. Lei, l’eterna fidanzata lontana è stanca, sembra malata al telefono, ha presentimenti angosciosi che la straziano, e il commissario non sa proprio da dove cominciare; e per dire cosa? che è tutto finito tra loro? riuscirà a trovare il coraggio, soprattutto ora che la sente così infelice e rassegnata al peggio?
Intanto l’indagine va avanti e, come sempre, viene risolta mettendo a nudo tradimenti di giovane moglie di marito ricco e intrecci mafiosi.
Parallelamente si svolge un’altra indagine, che Montalbano passa all’antiterrorismo: si tratta di traffico d’armi e sono implicati dei Tunisini, non si sa se terroristi o rivoltosi contro il loro regime.
La vicenda si apre con un sogno di Montalbano, che può sembrare premonitore e che si intreccia con le sconosciute angosce di Livia. Si chiude con la chiave, e del sogno, e delle angosce di Livia. E una lama di luce può ferire anche il cuore, non solo gli occhi. Qualcuno può storcere il naso: che ci azzecca questa “paranormalità” con Camilleri? Ma la realtà non è sempre piattamente reale.

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