La Casa Verde

Mario Varga Llosa
La Casa Verde
Preceduto da Storia segreta di un romanzo
Traduzione di Enrico Cicogna
Einaudi 2010

«Il romanzo è ambientato in due luoghi molto diversi del mio paese. Uno è Piura, all’estremo settentrionale della costa, una città assediata da arenales, grandi distese di sabbia. Il secondo, molto distante da Piura, al di là delle Ande, è un minuscolo insediamento della regione amazzonica che si chiama Santa María de Nieva. … ce n’è poi un altro, mobile, il fiume Marañón, insieme al quale corre un trefolo della storia» (Da Storia segreta di un romanzo)
Nella città di Piura, insonnolita dalla sabbia, due mondi brulicanti di vita: la Mangachería, un misero ma vivacissimo quartiere di povera gente; e la Casa Verde, misterioso bordello dalla storia travagliata.
Nello sperduto villaggio una Missione di suore che con sacrifici immani si sono votate al compito di educare le bambine degli aguarunas, strappandole alla loro tribù e cancellando la loro identità; con fermezza e bontà creano così delle infelici sradicate, pronte per servire nelle case dei ricchi (se va bene) o per finire in bordelli di basso rango (se bene non va).
Come per imitare la regione amazzonica, dove innumerevoli corsi d’acqua si intersecano e si fondono per confluire in un’unica vasta corrente, tante storie diverse si intrecciano per ricomporsi alla fine nella nostra mente: Don Anselmo, Antonia, la Chunga; Lituma e Bonifacia; Fushía e Lalita; Nieves e Aquilino; suor Angelica e suor Patrocinio.
Altri ancora.
Sono tante vicende che si svolgono separate; le vite dei personaggi emergono dai racconti e dai dialoghi di altri personaggi in un gioco di specchi, o come qualcosa di affondato che sale alla superficie dal passato, prima confuso, poi a poco a poco chiaro e manifesto.
Spesso non c’è distinzione tra discorso diretto e discorso indiretto, tra dialogo e narrazione; spesso mentre parla un personaggio, all’interno di quello che enuncia, si inserisce la voce di un altro per raccontare la sua di storia.
Un narrare “liquido”. Può sembrare confuso, forse lo è; ma è anche un modo di narrare affascinante, perché non solo coinvolge emotivamente (e si va avanti spinti dal desiderio di sapere cosa succede a questa varia umanità), ma anche ci coinvolge nella costruzione della storia che diventa tale per il contributo di chi legge: la comprensione del lettore e la sua capacità di ricomporre i pezzi delle vicende tessono la trama.

condividi!
  • Print
  • Facebook
  • Twitter
  • RSS
Questa voce è stata pubblicata in romanzi e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.