L’unico figlio

Anne Holt
L’unico figlio
Traduzione di Margherita Podestà Heir
LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA-L’ESPRESSO  2012

Un giallo come si deve; a metà del libro ti sembra di avere capito tutto, ma ti accorgi poi che non è così semplice la faccenda. Quindi trama con suspence e sorpresa. Un giallo che presenta personaggi a cui ti affezioni e che, investigatori e investigati, hanno i loro problemi, le loro debolezze e, soprattutto, la loro umanità; tutti, come qualsiasi essere umano, hanno un lato oscuro che li tormenta e che si intreccia con quello degli altri. La vicenda si svolge ad Oslo, in un freddo inverno che sta per finire («…si percepiva la tenue  promessa che la primavera non fosse poi così lontana.»); siamo in una casa famiglia dove arriva Olav, un dodicenne obeso e problematico, sottratto alla madre dai servizi sociali.
La direttrice dell’istituto viene trovata assassinata nel momento stesso in cui è scomparso Olav dalla casa. L’ispettore capo Hanne Wilhelmsen indaga.
Una voce (segnalata dal corsivo) percorre tutto il libro affiorando dalla storia come da un luogo oscuro e tormentato: è la madre di Olav che narra lo svolgimento angoscioso di un rapporto difficile tra lei e il figlio, intessuto di attaccamento morboso, paura, amore, disperazione. Una profonda solitudine separa i due dal mondo esterno percepito come ostile e ingannatore.
E le ultime parole di questa voce procurano un intenso accoramento nel lettore.
«Ciò che io ho amato, l’ho amato da solo»; in questo verso tratto dalla poesia Solo di E.A.Poe (con cui si apre il romanzo) è racchiuso l’amaro destino di Olav.
Ed anche quello di sua madre.

Dal risvolto di copertina: «Anne Holt è la più nota autrice norvegese di gialli, creatrice della detective Hanne Wilhlmsen e della coppia Vik e Stubø. Prima di iniziare la sua carriera di scrittrice ha lavorato per la polizia di Oslo e ha esercitato la professione di avvocato; a metà degli anni ’90 ha ricoperto anche la carica di Ministro della Giustizia. Collabora  con diverse testate per le quali si occupa anche di calcio, sua grande passione. Tra i suoi romanzi di maggior successo, La dea cieca (vincitrice del Premio Riverton per il miglior giallo norvegese dell’anno), Quello che ti meriti, Non deve accadere e il recente Nella tana dei lupi.

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