Quanto odio

Zhang Ailing
Quanto odio
Traduzione di Maria Gottardo e Monica Morzenti
Prefazione di Tommaso Pincio
BUR Rizzoli 2009

 
«… piccolo gioiello di crudeltà letteraria»:

la definizione di Pincio, nella prefazione, descrive perfettamente questo romanzo, breve e terribile, a cui l’autrice tiene molto; così infatti, esordisce: «Ho sempre nutrito una passione inconfessabile per i romanzi popolari, quelli in cui non è necessario dilungarsi in speculazioni sui personaggi né sulle loro vicissitudini. É vero che sono superficiali, insomma non scavano in profondità, ma in fondo anche il bassorilievo è una forma d’arte. Eppure scriverli è difficilissimo, e temo che questo racconto sia il massimo che posso fare, nell’ambito di questo genere. Per questo gli sono particolarmente affezionata».
La trama è da romanzo popolare, con tanto di amore contrastato, con un’eroina votata al sacrificio e un mondo cattivo che le impedisce la felicità, ma la scrittura dell’autrice è sagace, in realtà non ha niente di superficiale e sa far trapelare tutta la desolazione, parola chiave questa per quanto concerne i suoi romanzi, che è poi quella del suo animo; lei stessa confessa che «se la parola che più spesso mi capita di usare è “desolato”, è perché avverto, in fondo all’anima, questa minaccia».
Come sempre, si rimane incantati dalle metafore e dalle descrizioni, per la loro evidenza pittorica e per il fascino orientale che emanano: sembra, a volte, di viaggiare dentro le pitture cinesi dei grandi artisti del passato.

 

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