Per mano mia

Maurizio de Giovanni
Per mano mia
Il Natale del commissario Ricciardi
Einaudi 2011

Dopo la serie delle stagioni, arriva quella delle festività. Il rischio per l’autore resta quello di stancare,

 di procedere in modo fiacco più per ragioni commerciali che per slancio letterario. Personalmente non ho nulla in contrario ad una buona scrittura di intrattenimento e seguo una serie finché mi appassiona. Per ora continuo a divertirmi.
Protagonista di questa storia è il Natale, più propriamente il presepe (all’interno della vicenda troviamo quasi un trattatello sul presepe e sulla sua importanza simbolica a Napoli; l’autore nei ringraziamenti scrive: «Per le notizie sul magico mondo del presepe napoletano, Ricciardi deve ringraziare la straordinaria competenza di Michele Nevola, che gli ha parlato attraverso don Pierino»), perché in fondo tutta Napoli è un presepe: «…ogni figura, ogni costruzione è un simbolo. Nulla è casuale, ogni cosa ha un significato. E pensò che  così forse era tutta la città, che immaginò vista dal piazzale di San Martino, migliaia di piccole finestre illuminate, apparentemente uguali tra loro e invece ognuna con una sua storia, una sua famiglia, un suo dramma. In fondo, rifletté, non è che un presepe che dura tutto l’anno, questa città. Un immenso presepe vivente, che brulica di amori, fame, odi e rancori, che si ripara dal caldo e dal freddo come meglio può e medita come migliorare la propria terribile condizione.»
Siamo in piena “napoletanità”, accentuata dalla citazione di “Natale in casa Cupiello”, la cui prima si tenne proprio in quei giorni del 1931.
Un po’ troppo cuore in mano? Qualche tratto caricaturale nel disegnare Napoli con le sue strade e la sua povera gente?
Ma la trama è ben congegnata e, ancora una volta, il libro si legge tutto d’un fiato.
Vediamola, questa trama (dal risvolto di copertina): «Natale 1931. Mentre la città si prepara alla prima di Natale in casa Cupiello, dietro l’immagine di ordine e felicità imposta dal regime fascista infieriscono povertà e disperazione. In un ricco appartamento vicino la spiaggia di Mergellina sono rinvenuti i cadaveri di un funzionario della Milizia, Emanuele Garofalo, e di sua moglie Costanza.» Ricciardi indaga, accompagnato sempre da quel suo “dono” di cogliere gli ultimi pensieri dei morti, mentre parallelamente si svolge la sua vicenda sentimentale (nuove tappe in questa storia d’amore tra lui ed Enrica, alle prese con un voto di manzoniana memoria; ma anche nel rapporto con Livia, la femme fatale). Anche il brigadiere Maione deve affrontare vicende personali drammatiche.
Per gli affezionati di de Giovanni questi racconti nel racconto non sono per nulla secondari, anzi costituiscono un forte interesse per continuare a seguire la serie.

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