Scialla!

Scialla!, Italia 2011
di Francesco Bruni
Con Fabrizio Bentivoglio, Barbora Bobulova, Filippo Scicchitano, Vinicio Marchioni, Giuseppe Guarino, Prince Manujibeya.

«Miglior Film al Festival di Venezia 2011 nella sezione Controcampo Italiano. Un padre ed un figlio che non si conoscono – tutti e due a loro modo borderline – sono costretti ad una convivenza forzata di alcuni mesi, durante i quali impareranno molte cose l’uno dall’altro».
Un film che rallegra, ti riconcilia (almeno momentaneamente, almeno in parte) con questi nostri tempi neri; non irreale, con situazioni non sempre limpide, ma mai “canaglie”, con grandi rimpianti e occasioni perse da parte dei protagonisti, ma mai tragedie, con questo ragazzo molto credibile nelle sue magagne, ma forse idealizzato alla fine, con questo ex professore che per campare scrive “autobiografie” di personaggi famosi – compresa pornostar -, e che così bene, e così sommessamente, incarna la mancanza di fiducia in un miglioramento complessivo della propria e delle altrui vicende biografiche, ma che non frana nella disperazione.
Buonismo? Desiderio di sorrisi? Uscire fuori dalla sala cinematografica un po’ più leggeri?
Una commedia ironica e ben confezionata, in cui tutti sono simpatici e, alla resa dei conti, sostanzialmente buoni, anche chi picchia, anche il bullo di turno, perchè ha, teneramente, le sue paure e le sue debolezze.
Forse non siamo abituati a quest’atmosfera di grazia e di solidarietà.
Ci si vede l’Italia di oggi, ma non quella incattivita e volgare; tuttavia stanca, con poche prospettive, ma, che dire alla fine?, scialla!…
Sembrerebbe, detta così, una favoletta superficiale, però poi, dietro la piacevolezza e l’equilibrio della storia, ben calibrata, senza sbavature sentimentali pur senza essere arida, traspare qualche tema di grande rilevanza: l’importanza della cultura e della civiltà, l’idea che i giovani possano sempre essere “agganciati” e salvati, la convinzione che ragionamento e gentilezza possano aver la meglio sulla violenza.
Insomma, il sogno di un mondo migliore. E’ per questo che si esce dal cinema con il sorriso sulle labbra.

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