Io sono Li

IO SONO LI
REGIA: Andrea Segre
SCENEGGIATURA: Marco Pettenello, Andrea Segre
ATTORI: Zhao Tao, Rade Sherbedgia, Marco Paolini, Roberto Citran, Giuseppe Battiston
Italia 2011

Shun Li è una giovane madre cinese che ha lasciato il figlio di otto anni in Cina con il nonno e che da Roma, dove lavorava come operaia, viene trasferita a Chioggia a gestire un ‘osteria.Il suo sogno, e unico scopo di tanti sacrifici, è quello di far venire in Italia il figlio che così tanto le manca. Dolce e sottomessa, obbedisce a quello che il “padrone” cinese comanda, anche perché la posta in gioco è proprio la possibilità di ricongiungersi al suo bambino. Unico sollievo è riempirsi gli occhi dell’acqua mobile-immobile, senza confini, di laguna e mare, una distesa punteggiata da pali e cadenti capanne di pescatori su palafitte; a Li fa venire in mente il suo paese in riva al mare e i suoi cari, il padre e il figlio che vivono laggiù grazie alla pesca; anche Bepi detto il “poeta” è un pescatore, di origini slave, ma da tempo immemorabile qui a Chioggia. Tra i due stranieri nasce un affetto delicatissimo, commovente, profondamente poetico, sottolineato dai versi del poeta cinese Qu Yuan che Shun Li recita con una melanconica cadenza.
Ma il rapporto tra i due è mal visto sia dalla comunità italiana che da quella cinese.
A Bepi e a Li rimangono  la solitudine, la tristezza, la nostalgia di un mondo diverso: mai gridate, mai volgarmente esibite; Bepi e Li non piangono, non urlano, ma i loro volti disegnati sullo sfondo del paesaggio lagunare sono strazianti nella loro soave immobilità e nelle improvvise illuminazioni di un reciproco sorriso.
Lo spettatore rimane ammaliato dalla loro bellezza e dal fascino di quelle superfici d’acqua, molto orientali, eppure tanto familiari a chi conosce la laguna veneta.
E sembra impossibile che tanta armonia non possa diffondersi sulle vicende umane; è questo che ci trasmette quel senso di rimpianto, quell’amarezza, come a vedere qualcosa di bello irrimediabilmente sciupato.
E tuttavia con sommo equilibrio. Come un sonetto del Foscolo.
Uno dei film più toccanti che abbia visto ultimamente.

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