JoanMirópoème

JoanMirópoème
a cura di Sylvie Forestier
Editore Forte di Bard 2011

 

 

Miró aime la vie
La vie aime Miró
La vie aime l’amour
C’est élémentaire
Oui elle l’aime en l’air
oui elle l’aime en feu
oui elle l’aime en eau
oui elle l’aime en terre
élémentaire
(Jacques Prévert)

Si apre con questa poesia di Prévert il catalogo della mostra dedicata a Miró al Forte di Bard in Val d’Aosta. E certamente meglio non si potrebbe definire la magia creativa di questo pittore. Dopo uno scritto di Isabelle Maeght (Maeght&Mirò… una storia di famiglia) in cui si rievoca l’incontro tra Aimé Maeght e Joan Mirò – amicizia che sfocerà nella creazione della Fondation Marguerite et Aimé Maeght – il commento della mostra è affidato a Sylvie Forestier: in “Una chitarra cade dal cielo…” la critica racconta il soggiorno parigino del pittore nel 1920, il suo incontro con il surrealismo e la sua fedeltà allo spirito libertario dei Dada; quindi illustra le sezioni in cui è divisa la mostra: Pittura e disegno (fondamentale il gesto che si appropria del materiale e fa scaturire dalla tela, con un faticoso lavoro quotidiano, le immagini interiori – il pittore stesso ci dice come le forme diventino realtà durante l’atto di dipingere, senza programmarle prima, è la pittura che si insinua sotto il pennello… e nascono così donne, uccelli, persone e stelle; importante anche la parola che evoca immagini mentali e accompagna una pittura che parla – secondo gli antichi poeti cinesi la poesia è pittura invisibile e la pittura è poesia visibile); Scultura – ceramica (permane nel suo percorso artistico l’attenzione agli oggetti più comuni e banali con cui Mirò costruisce in modo provocatorio le sue anti-sculture; nella ceramica si compie l’unione misteriosa, magica, della terra e del fuoco, per dar vita all’alchimia della metamorfosi; nell’attività plastica l’artista conserva, dell’infanzia, la gioia creatrice e il gusto della derisione; fecondo di opere è l’atelier a cielo aperto della Fondation Maeght, dove le forme nate dalla mano concordano perfettamente con gli elementi naturali, con gli alberi e le fonti, con il cielo e le radici, con le rocce e le piante – nasce così un popolo silenzioso di donne, personaggi, uccelli che è un incrocio di mondo animale e mondo umano); infine Poème (al centro il libro e soprattutto i libri degli amici poeti di cui disegna il contenuto, guidato sempre dalla tensione volta ad afferrare l’invisibile, perché «Quello che conta, è denudare la nostra anima.Pittura e poesia si fanno come si fa l’amore», cioè con un amplesso senza riserve).

La riproduzione delle opere è molto buona ed è suddivisa in: Olio su tela, Scultura, Ceramica, Disegno, Litografia, Incisione, Tecnica mista, Libri illustrati.
Accanto alla riproduzione di alcune opere sono riportati brani di grande impatto emotivo scritti dallo stesso Mirò.
Il catalogo è in italiano e francese (tra l’altro Mirò non ha mai voluto tradurre dal francese i titoli dei suoi quadri per una specie di resistenza al franchismo – titoli che sono vere e proprie poesie: Vol d’oiseau à la première étincelle de l’aube, Joie d’une fillette devant le soleil, Le Chant de la prairie…).

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